
Un tatuaggio per sempre.
È questa l’ultima ‘frontiera’ della danza-mania soprattutto fra le giovanissime che decidono di farsi ‘decorare’ il corpo con un’immagine che ben rappresenti l’oggetto della loro passione: la danza appunto. Ecco allora due scarpette colorate intrecciate far capolino tra un pantalone e una maglietta corta, appena un certo movimento fa scoprire la zona lombare durante una qualsiasi lezione di danza. Lungi dall’essere passati di moda, dunque, della loro antichissima origine i tatuaggi conservano la voglia di comunicare con il corpo e il desiderio di sentirsi ancora più unici.
Ne esistono davvero di tanti tipi differenti: la diversità del disegno, dei colori e anche delle parti del corpo in cui vengono collocati è strettamente legata al motivo per cui si è deciso di farsi tatuare.

Tra le patite della danza, farsi tatuare delle scarpine ha di certo un valore simbolico, perché l’idea è quella di ‘marchiarsi’ in modo definitivo sulla pelle l’oggetto della propria passione del cuore.
Una scelta importante che deve andare al di là delle mode e delle tendenze e che non può essere solo il frutto di un’ispirazione momentanea. Più di un vezzo, di un capriccio, di una voglia perché il tatuaggio è pur sempre una tecnica di decorazione e modificazione corporea definitiva. Esistono comunque alternative meno impegnative sul lungo termine.
Una di queste è il tatuaggio all’- henné, una pratica inizialmente diffusa in Nord Africa, India e
Medio Oriente, ormai conosciuta ovunque. Particolarmente apprezzato dalle donne, consiste in una decorazione del corpo con l’uso di una tintura naturale che dura da una a quattro settimane, scomparendo con un progressivo scolorimento. Il tatuaggio all’hennè è indolore, in quanto non richiede l’uso di aghi, ma solo di pennelli e di appositi dosatori. Il vero henné non tinge di nero, ma ha una colorazione che va dall’arancio al marrone, a seconda della zona del corpo, del calore della
pelle e del tempo di posa. Un altro esempio di pratica, sempre più conosciuta e non invasiva, è il Body Painting che trasforma il corpo in una tela su cui dipingere la propria opera d’arte con colori atossici. Un’applicazione particolarmente ricorrente sui corpi delle ballerine nell’ambito di spettacoli di teatro-danza, musical e di contact improvisation, in cui l’impatto fisico e il trucco sono di notevole
importanza per valorizzare ulteriormente i movimenti in scena.
L’arte nell’arte in quanto per avere un buon risultato finale chi realizza l’opera deve saper dipingere sul corpo umano che è curvo e si muove, oltre ad avere una visione artistica d’insieme dello spettacolo per evitare che alcuni particolari importanti siano nascosti o ‘bruciati’ dalle luci.










