..Jellicle makeup..

 

…come si trucca un Jellicle Cat?…

 

 

 

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Pubblicato in: on Maggio 24, 2008 at 11:31 am Commenti (0)
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..can you see in the dark?..

 

 

cats

 

Cats, il musical che ha battuto tutti i record di longevità, spettatori e incassi, torna al Teatro degli Arcimboldi dopo tredici anni di assenza dai teatri milanesi da giovedì 5 a domenica 8 giugno. Diretto dallo straordinario Trevor Nunn e accompagnato dalle musiche del celebre compositore Andrew Lloyd Webber, vanta un cast di 22 ballerini e un’orchestra di 11 elementi. Lo spettacolo è in lingua originale con sopratitoli in italiano.

 

 

Calato il sipario su Londra nel 2002, “Cats” ha fatto il giro del mondo e proprio le date italiane segnano la chiusura mondiale della produzione dopo 27 anni di successi. Al Teatro degli Arcimboldi di Milano il musical arriva con la produzione originale inglese

 

Diretto da Trevor Nunn, stesso regista del debutto londinese, nonché autore della famosa canzone “Memory”, Cats si presenta con un cast rinnovato, a eccezione di alcuni personaggi principali: il ruolo di Grizabella, ad esempio, viene interpretato dall’attrice Chrissie Hammond, mentre Rachel Ansor dà il suo volto a Victoria e Stuart Ramsay a The Rum Tum Tugger.

 

A confermare il successo parlano i numeri: il 19 giugno 1997 lo spettacolo musicale ha festeggiato la sua 6.138 replica a Broadway superando il record di repliche per un musical a Broadway detenuto precedentemente da A Chorus Line. Inoltre è stato rappresentato in 26 paesi in più di 300 città e tradotto in dieci lingue. Cats ha vinto due Oliver Awards: miglior musical e miglior coreografie. Cats è la curiosa storia dei gatti del quartiere di Jellice che si ritrovano per l’annuale ballo del vecchio gatto Old Deuteronomy, loro capo. Nel corso della festa uno dei presenti verrà scelto e avrà l’onore di andare al paradiso dei gatti Jellicle, l’Heaviside Layer”, però prima i gatti devono raccontare la loro storia…

 

Una storia semplice, non priva di brivido, ma che è riuscita a incantare il mondo.

 

Pubblicato in: on at 11:09 am Commenti (0)
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..alla sbarra?..

 

Per un ballerino, il quotidiano appuntamento con la lezione di danza è fondamentale per mantenere alte le capacità tecniche, apprendere nuovi movimenti e non perdere la condizione.

 

 

La danza sfrutta tuttele qualità e capacità della struttura muscolare perché necessita di una grande reattività e potenza per poter eseguire tutti i gesti atletici, come i grandi salti, ma al contempo ha bisogno di un enorme controllo e sinergismo per sostenere il corpo durante gesti estremamente complessi e impegnativi.

 

Il condizionamento della muscolatura profonda è fondamentale come “impalcatura” di sostegno per poter ottenere dei risultati più soddisfacenti negli allenamenti di forza e di potenza. Generalmente, la sequenza degli esercizi rispetta la struttura classica dell’allenamento con un riscaldamento, esercizi di forza e tecnica specifica e una parte finale dedicata alla mobilità articolare. Nella fase di riscaldamento, gli esercizi sono di natura più globale proprio perché la muscolatura non è ancora pronta ad affrontare movimenti fini ed estremamente tecnici. Questa prima parte è importante per attivare tutti i grandi sistemi, per aumentare la temperatura dei muscoli e delle articolazioni e quindi permettere una migliore contrazione e una maggiore flessibilità.

 

 

 

 

 

 Man mano che si procede, la sequenza degli esercizi diventa
sempre più analitica, coinvolgendo tutti i gruppi muscolari preposti al mantenimento della postura, all’extrarotazione dell’anca, all’estensione del piede e così via. In questa fase centrale, l’esecuzione di ogni singolo gesto deve essere accurata e precisa, in modo da percepire appieno
il lavoro. Il ritmo della sequenza deve ovviamente rispettare la tipologia dell’esercizio, anche se tendenzialmente è lento per permettere di sviluppare la massima consapevolezza di ogni movimento e la sua interiorizzazione. Gran parte della lezione si svolge al centro e in particolare
a terra, per consentire il maggior controllo motorio e la percezione del corpo ma lo stadio successivo prevede l’evoluzione degli esercizi in piedi e alla sbarra vera e propria per mettere in atto postura e correzioni.

 

 

Pubblicato in: on Maggio 21, 2008 at 1:47 pm Commenti (0)
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..dance of sun..

 

dance of sun

La Danza del Sole è la più solenne e importante cerimonia dei popoli delle pianure. È il rito più complesso e completo, che esprime nella sua totalità, mediante autosacrificio, la spiritualità dei Lakota.Secondo alcuni studiosi, la pratica della Danza del Sole ebbe iniziò tra l’800 e il 1200 dell’Era Moderna.

 

Wiwanyag Whachipi, letteralmente tradotto significa: danzare guardando il sole.

Wi = sole -  wanyang = guardare -  wachipi = danzare

La danza del sole richiede un preciso impegno formale per la durata di quattro anni. Questo impegno è un giuramento. I partecipanti, uomini e donne, devono avere quattro requisiti:

 

wachantognaka  = generosità

woohitika = coraggio

wowachintanka = forza d’animo

woksape = integrità morale e saggezza

La cerimonia si svolge, ogni anno, per quattro anni, durante quattro giornate, più il giorno che la precede, Il Giorno dell’Albero. Per tutta la durata del rituale, i danzatori, impegnati nella danza dall’alba al tramonto, non assumono né cibo né acqua.

Ogni aspetto della spiritualità Lakota, ha due valenze, una fisica e una spirituale. L’autosacrificio, il piercing rituale (foratura della carne) durante la danza del sole, oltre alle motivazioni, mai egoistiche, dei singoli danzatori, è praticato per rendere grazie al creatore e alla vita in ogni sua forma e espressione.

 

 

Nella cosmogenesi Lakota, un’Essere, Inyan, uno dei primi quattro emananti dal Grande Spirito, offrendo il proprio sangue, autosacrificandosi, creò Madre Terra profondendo in essa i propri poteri. Una parte del suo sangue si solidificò diventando la crosta terrestre; il resto, fluendo formò i fiumi e le acque che delimitano le terre emerse.

 

Sul piano fisico, il danzatore maschio offre il proprio sangue e il proprio dolore per rendere grazie alla vita ricevuta dalla madre, per onorare le donne, portatrici, in ogni tempo, della vita futura e per ringraziare e guarire Madre Terra. Pur non essendo frequente, ma per motivi molto seri, vi sono delle danzatrici che si sottopongono pure al piercing rituale. Altrimenti, il sacrificio femminile si limita all’offerta di minuscoli lembi di pelle.

 

Nello svolgersi della lunga cerimonia della danza del sole, possono confluire in essa altri rituali, come ad esempio la liberazione dello spirito, la foratura dei lobi delle orecchie dei bambini e il rito dell’emancipazione della fanciulla…

 

..cerimonia o tortura secondo voi?

 

Pubblicato in: on at 12:23 pm Commenti (0)
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..la danza sul corpo..

body painting

Un tatuaggio per sempre.

È questa l’ultima ‘frontiera’ della danza-mania soprattutto fra le giovanissime che decidono di farsi ‘decorare’ il corpo con un’immagine che ben rappresenti l’oggetto della loro passione: la danza appunto. Ecco allora due scarpette colorate intrecciate far capolino tra un pantalone e una maglietta corta, appena un certo movimento fa scoprire la zona lombare durante una qualsiasi lezione di danza. Lungi dall’essere passati di moda, dunque, della loro antichissima origine i tatuaggi conservano la voglia di comunicare con il corpo e il desiderio di sentirsi ancora più unici.
Ne esistono davvero di tanti tipi differenti: la diversità del disegno, dei colori e anche delle parti del corpo in cui vengono collocati è strettamente legata al motivo per cui si è deciso di farsi tatuare.

tatuaggio

Tra le patite della danza, farsi tatuare delle scarpine ha di certo un valore simbolico, perché l’idea è quella di ‘marchiarsi’ in modo definitivo sulla pelle l’oggetto della propria passione del cuore.

Una scelta importante che deve andare al di là delle mode e delle tendenze e che non può essere solo il frutto di un’ispirazione momentanea. Più di un vezzo, di un capriccio, di una voglia perché il tatuaggio è pur sempre una tecnica di decorazione e modificazione corporea definitiva. Esistono comunque alternative meno impegnative sul lungo termine.

 Una di queste è il tatuaggio all’- henné, una pratica inizialmente diffusa in Nord Africa, India e
Medio Oriente, ormai conosciuta ovunque. Particolarmente apprezzato dalle donne, consiste in una decorazione del corpo con l’uso di una tintura naturale che dura da una a quattro settimane, scomparendo con un progressivo scolorimento. Il tatuaggio all’hennè è indolore, in quanto non richiede l’uso di aghi, ma solo di pennelli e di appositi dosatori. Il vero henné non tinge di nero, ma ha una colorazione che va dall’arancio al marrone, a seconda della zona del corpo, del calore della
pelle e del tempo di posa. Un altro esempio di pratica, sempre più conosciuta e non invasiva, è il Body Painting che trasforma il corpo in una tela su cui dipingere la propria opera d’arte con colori atossici. Un’applicazione particolarmente ricorrente sui corpi delle ballerine nell’ambito di spettacoli di teatro-danza, musical e di contact improvisation, in cui l’impatto fisico e il trucco sono di notevole
importanza per valorizzare ulteriormente i movimenti in scena.

 

 L’arte nell’arte in quanto per avere un buon risultato finale chi realizza l’opera deve saper dipingere sul corpo umano che è curvo e si muove, oltre ad avere una visione artistica d’insieme dello spettacolo per evitare che alcuni particolari importanti siano nascosti o ‘bruciati’ dalle luci.

 

Pubblicato in: on Maggio 19, 2008 at 1:21 pm Commenti (0)
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..american dance..

 

La new Dance Americana è una delle innovazioni più radicali ed interessanti del nostro tempo che ha posto le basi per un successivo sviluppo delle attuali tendenze della danza contemporanea..

 

vogue madonna

 

 

Siamo negli anni 80 in America a New York. La sperimentazione della danza a New York ha superato la formula dell’happening

 

degli anni 60-70 e siamo lontani dalla improvvisazione spontanea delle avanguardie anni 60.

 


Tra le novità che si affacciano sulla scena della sperimentazione c’è l’avvento del  nuovo stile di Twila Tharp.

 


La danza contemporanea americana  si muove con un  consumo rapidissimo delle più svariate caratteristiche di spettacolo e
di tecniche corporee. Infatti i nuovi filoni coreografici e performativi sono in grado di fondersi in pochi mesi.

 

Tutta la New Dance si muove in spazi off come il Dance Theater Whorkshop situato al secondo piano di un vecchio edificio sulla 19 strada, c’è il Dance Space, creato in una ex chiesa ecc.
Famoso è stato il The Kitchen nel Mercer Arts Center dove sin dagli anni 70 ha dato la possibilità a molti artisti di farsi conoscere presentando video, concerti, coreografie, mostre di arti visive.

 

 

 Karole Armitage…chi non ricorda “Vogue” di Madonna, coreografato da Karole Armitage nel 1990…

 

 

..sogni e vita..

English..dance..fitness & fun..

 

broadway dance

Sono i fantastici ingredienti che renderanno la vostra vacanza un’esperienza indimenticabile..

 

Tre intere settimane da vivere a pieno ritmo alla scoperta di mille interessanti aspetti di New York: dalle tranquille ed europee stradine del Greenwich Villane, alla folkloristica Little Italy .

 

 

E poi: Rockfeller Center e la Quinta Avenue, Brooklyn ed il suo famosissimo ponte, Harem ed il profondo senso degli Spirituals e dei gospels cantati nelle chiese. Le discoteche più esclusive ed eccentriche, le gallerie d’arte ed i musei.

 

 

Ma anche tre settimane di severo addestramento sotto la guida di maestri prestigiosi…un viaggio fantastico alla scoperta del vostro American Dream..

 

 

New York è notoriamente la “capitale” della danza moderna. L’industria dell’ “Entertainment”  di Broadway ha sempre portato nella “meltin pot” schiere di artisti: cantanti, autori, ballerini e coreografi. Ed, inevitabilmente, i più famosi e prestigiosi coreografi del mondo hanno iniziato la loro carriera nella “grande mela”, travalicando poi i confini ed esportando le loro tecniche in tutto il mondo. Dal contemporaneo al jazz, dal tip tap al modern ed al post-modern, dall’Hip Hop al Funky, allo street dance e persino alla classica.

 

 

Le scuole di danza a New York sono quindi innumerevoli, con infinite tecniche insegnate..ma soprattutto vige il massimo rigore e professionalità che rende queste istituzioni la meta preferita non soltanto di studenti di danza ma anche di professionisti seri ed importanti che continuano il loro “training” con i più famosi maestri del mondo..

Pubblicato in: on at 11:09 am Commenti (0)
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..Divine Comedy..

 

 

 

divina commedia il musical 

 

 

Benigni ha spianato la strada con le sue letture della Divina Commedia, rendendola più popolare. Sulla sua scia sta riscuotendo un grande successo il musical “La Divina Commedia. L’Opera”, sottotitolo “L’uomo che cerca l’Amore”. Emblematico forse di una sete di spettacoli che abbiano contenuti spirituali da trasmettere. E Dante sicuramente ne ha. Veicolarli attraverso i mezzi della spettacolarità per arrivare a colpire il cuore, è quanto hanno saputo fare i registi Elisabetta Marchetti e Daniele Falleri, complice la complessa partitura musicale — dal gregoriano al rock, al pop, al jazz – del compositore e ideatore dell’intero progetto Marco Frisina, su testi riscritti da Gianmario Pagano.

 

 


Su un enorme anello ruotante, tra gigantesche immagini multimediali che descrivono la discesa all’Inferno, quindi la risalita verso il Purgatorio e l’ascesa in Paradiso di Dante dopo aver ritrovato l’amata Beatrice, si dipana un viaggio tra reale e virtuale: il viaggio di un uomo nel proprio “inferno” interiore per giungere, attraverso una sofferta purificazione, alla conquista di quell’Amore che muove l’universo e il cuore dell’uomo.

 

 

 Siamo di fronte, finalmente, ad un vero e proprio musical made in Italy.

 

 

 

 Un kolossal capace di competere a testa alta con la migliore produzione di Broadway. Sia per qualità artistica, che per spettacolarità e tecnologia. E per numeri. Non solo quelli riguardanti la quantità di mezzi (un’imponente teatrotenda itinerante che ospita 2.500 spettatori a serata), di cast (24 cantanti, 20 ballerini e 10 acrobati vestiti da una produzione di 600 costumi, con le creazioni fantastiche del premio Oscar Carlo Rambaldi), e altre cifre che si potrebbero sommare come l’utilizzo, per l’imponente scenografia, di quattro videoproiettori di cui uno da 30.000 ansilumen, unico spettacolo in Italia ad utilizzarlo..

 

 

 

 

..ma soprattutto per l’enorme affluenza di pubblico. Oltre 50mila gli spettatori che dal debutto di fine novembre ad oggi vi hanno assistito; e 60mila gli studenti già prenotati da tutta Italia.

 

 

 Insomma una produzione artistica rappresentativa della cultura italiana di cui andar fieri…

 

 

www.ladivinacommediaopera.it

Pubblicato in: on Maggio 18, 2008 at 12:35 pm Commenti (0)
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..urban dance..

 

 

gsasdd 

 

 

Arriva a Venezia la Danza nei paesaggi urbani, proponendo un’esperienza artistica in spazi-simbolo della città. Un progetto che vuole portare la danza nei luoghi della quotidianità, vissuti come inediti palcoscenici contemporanei. Il progetto, coordinato da Operaestate Festival Veneto, sarà presentato anche a Ravenna e Civitanova Marche. Il programma, che prevede la presentazione di quattro coreografie create e allestite in successione, formerà un itinerario che attraverserà i luoghi più affascinanti del centro storico della città. 

 

 

La Danza nei paesaggi urbani intende proporre un’esperienza artistica in luoghi suggestivi e simbolo della città. Un’operazione culturale che vuole portare la danza a misurarsi con situazioni inedite e spazi urbani, adattandosi ad essi e modificandosi in base alle particolarità, ai limiti e ai vincoli architettonici. Il lavoro negli spazi pubblici come luogo di socialità e cultura, un impegno ancor più difficile e prezioso in anni che hanno portato a vivere sempre meno le strade e le piazze come punti di aggregazione e d’incontro, di crescita civica e culturale. 

 

 

La Danza Urbana viene così interpretata in modo innovativo e fondamentale e ciò allo scopo di spingere la Danza stessa a riflettere sul proprio modo di essere e di esprimersi, ma soprattutto a ripensarsi e a ripensare la propria relazione con il pubblico e il territorio. Non si propone solo un insieme di eventi, ma anche l’occasione per una “ricerca sul campo” continua, nel senso di una riflessione aperta e costante sul più generale “sistema - danza” e del contesto sociale, storico e culturale circostante..

 

 

 

 

Pubblicato in: on Maggio 14, 2008 at 4:30 pm Commenti (1)
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..memory..

 

..non si finisce mai di scovare sul web..

 

 

…cerca le coppie di carte raffiguranti i ballerini nel minor numero di tentativi…

 

 

 memory

MEMORY

 

Pubblicato in: on Maggio 12, 2008 at 2:49 pm Commenti (0)
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