..ferite ed inquietudini..
Martha Graham..
..la sua ideologia del corpo si evolve verso la ricerca della possibilità di qualificare quel movimento, che fino ad ora era strettamente individuale, come uno strumento che rendesse visibile ed oggettivo quello che tutti noi sentiamo, come la messa in forma di una voce collettiva..
La cosa più importante, qui come sempre, è l’ unicità che non si realizza, qualcosa va perduto … l’ineluttabile necessità di esprimersi è tutto.

Per la Graham ogni storia individuale reca sempre le tracce della memoria dell’umanità intera: “Per tutti noi, ma in particolare per un danzatore, data l’intensità con cui percepisce la vita e il proprio corpo, vi è una memoria del sangue che ci parla. … In noi scorre un sangue millenario, con i suoi ricordi. Come spiegare altrimenti quei gesti e pensieri istintivi che ci giungono non preparati né attesi?
La danza viene dalle profondità della natura dell’uomo, dall’inconscio dove abita la memoria … ed è diretta verso l’esperienza dell’uomo, dello spettatore, per risvegliare in lui analogie e ricordi. L’arte è evocazione dell’intima natura dell’uomo. Attraverso l’arte, che trova le sue radice nell’inconscio, nella memoria del nostro genere, è la storia e la psiche del genere umano che viene messa a fuoco.
Dal dopoguerra, il teatro di danza di Martha Graham si volge al mito, alla ricerca di personaggi emblematici di determinate condizioni esistenziali e psicologiche dell’uomo che possano esprimere le motivazioni profonde dell’agire umano in una sorta di analisi interiore, attraverso l’identificazione dello spettatore con il danzatore ed il suo vissuto intimo del momento. In questo modo, i movimenti agiscono come visualizzazioni di ferite ed inquietudini dell’uomo che nella confusione generata dalla contemporaneità si trova senza un punto fermo e stabile al quale ancorarsi.
Da qui, la funzione catartica del teatro di danza della Graham. Alla Graham viene così riconosciuto di aver offerto la possibilità di creare un punto di riferimento spirituale per l’uomo moderno che nel teatro e nella danza poteva riscoprire e riconoscere la propria tensione verso la conoscenza e la realizzazione di sé..











