..ferite ed inquietudini..

 

Martha Graham.. 

 

..la sua ideologia del corpo si evolve verso la ricerca della possibilità di qualificare quel movimento, che fino ad ora era strettamente individuale, come uno strumento che rendesse visibile ed oggettivo quello che tutti noi sentiamo, come la messa in forma di una voce collettiva..

 

 

La cosa più importante, qui come sempre, è l’ unicità che  non si realizza, qualcosa va perduto … l’ineluttabile necessità di esprimersi è tutto.

 

 martha graham

 

 

Per la Graham ogni storia individuale reca sempre le tracce della memoria dell’umanità intera: “Per tutti noi, ma in particolare per un danzatore, data l’intensità con cui percepisce la vita e il proprio corpo, vi è una memoria del sangue che ci parla. … In noi scorre un sangue millenario, con i suoi ricordi. Come spiegare altrimenti quei gesti e pensieri istintivi che ci giungono non preparati né attesi?

 

 La danza viene dalle profondità della natura dell’uomo, dall’inconscio dove abita la memoria … ed è diretta verso l’esperienza dell’uomo, dello spettatore, per risvegliare in lui analogie e ricordi. L’arte è evocazione dell’intima natura dell’uomo. Attraverso l’arte, che trova le sue radice nell’inconscio, nella memoria del nostro genere, è la storia e la psiche del genere umano che viene messa a fuoco.

 

 

 

Dal dopoguerra, il teatro di danza di Martha Graham si volge al mito, alla ricerca di personaggi emblematici di determinate condizioni esistenziali e psicologiche dell’uomo che possano esprimere le motivazioni profonde dell’agire umano in una sorta di analisi interiore, attraverso l’identificazione dello spettatore con il danzatore ed il suo vissuto intimo del momento. In questo modo, i movimenti agiscono come visualizzazioni di ferite ed inquietudini dell’uomo che nella confusione generata dalla contemporaneità si trova senza un punto fermo e stabile al quale ancorarsi.

 

 

 Da qui, la funzione catartica del teatro di danza della Graham. Alla Graham viene così riconosciuto di aver offerto la possibilità di creare un punto di riferimento spirituale per l’uomo moderno che nel teatro e nella danza poteva riscoprire e riconoscere la propria tensione verso la conoscenza e la realizzazione di sé..

Pubblicato in: on Aprile 28, 2008 at 10:23 am Commenti (0)
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..le cadute del corpo..

 

 

danza contemporanea

 

 

 

Negli anni Ottanta il linguaggio della danza cambia notevolmente sviluppandosi dalle ricerche dei coreografi della post-modern dance, per la definizione di quella che  è definita oggi la danza contemporanea, evoluzione naturale della New Dance Americana, della Nouvelle Danse Francese e della Nuova Danza Italiana, capace di parlare di nostri tempi con tecniche nuove e con dei codici  teatrali molto specifici..

 

 

Oltre ad assimilare certe caratteristiche tecniche della modern dance,

cercando soprattutto di andare oltre nella sperimentazione, i coreografi si sono occupati di argomenti “scomodi” andando ad analizzare le caratteristiche sociali, emotive ed antropologiche dei tempi attuali.

 

 

 Al pubblico, sempre più  folto, sono offerte cadute del corpo, spasmi,

per parlare non certo alla “corte”, ma all’uomo contemporaneo per raccontargli non delle favole, ma tutto ciò che di più straordinario e di più terribile può nascere, crescere e manifestarsi in ogni uomo del

nostro tempo..

 

 

Si porta all’estremo quello che Martha Graham, madre della modern

dance, aveva iniziato nelle sue coreografie ossia si cerca di parlare di tutti i momenti in cui la vita interiore dell’uomo diventa così importante da trasformarsi in personaggio.

 

 

 Per parlare alla psiche,

 

all’anima umana, del vissuto personale di ognuno di noi.Nuove personalità si affermano in America e a livello internazionale, e mi riferisco a Meg Eginton, Susan Rehorst, Dana Reiz,accanto alle altre come Simone Forti, Pooh Kaie, Steve Paxton, Lisa Nelson, Karole Armitage, Bill T. Jones..

 

 

..rivoluzione artistica?..

 

 

Pubblicato in: on at 10:09 am Commenti (1)
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